|
Ho trentacinque anni e da un anno e mezzo alloggio in carcere, dove vivo una realtà molto diversa rispetto a quella che raccontano sui giornali o in televisione. Realtà a volte lontanissima da ogni pensiero o da ogni aspettativa. Solo chi la vive giorno per giorno può giudicarla, dalle persone detenute alle persone che vengono a trovarci, anche solo per ascoltarci dieci minuti. L'opinione pubblica ci addita come delinquenti, come persone capaci solo di fare del male agli altri, senza mai darci modo di parlare e di farci conoscere, a prescindere dal motivo della nostra carcerazione. Oltre al fatto che ci sono parecchi carcerati che non hanno commesso nulla di quello di cui vengono accusati, ce ne sono tanti che sono in carcere per difendere altri o perchè sono stati denunciati. Gli errori nella vita sono all'ordine del giorno, ci sono errori meno gravi e quelli più gravi, però a volte ci sono dei risvolti negativi e inaspettati che ti fanno commettere ulteriori sbagli. E' vero, a volte si prendono strade sbagliate perchè sembrano le più facili da percorrere senza considerare i rischi alle quali ti portano. Giudicare attraverso lo schermo televisivo è facile perchè fanno vedere solo il lato peggiore delle cose, però io ho imparato a conoscere qualsiasi tipo di persona con reati diversi e di diverse nazionalità, e posso assicurare che ognuno di loro ha qualcosa da raccontare...sono persone vere, con degli ideali...ideali che a volte vengono meno per degli errori banali che fanno crollare tutto. Io per esempio ho perso tutto. Non che avessi molto, però quando sono stato arrestato avevo una compagna con la quale convivevo e sua figlia. Venivano tutte e due a trovarmi tutte le settimane, fino a quando non si sono messi di mezzo gli assistenti sociali, dicendole che se continuava a venire a trovarmi e se continuava a scrivermi, le avrebbero portato via la bambina. Lei giustamente ha scelto di stare con sua figlia. Ed io mi sono ritrovato completamente solo, senza nessuno con cui scrivermi e senza nessuno che mi venisse a trovare, neanche i miei genitori perchè mia mamma è morta quando avevo 13 anni e mio padre non è mai esistito prima, figuriamoci adesso... Per fortuna ci sono persone che ci accolgono con la loro semplicità dandoci modo di poter partecipare ai loro corsi, come il progetto del musical che sto seguendo da più di un anno e che mi sta dando modo di scrivere queste due righe, accettandoci per quello che siamo e non per quello che abbiamo fatto. Grazie a loro si rompe quella monotonia e quella solitudine che mi circonda a volte annebbiando i miei pensieri. Scrivere queste due righe è bello, perchè è da tanto che non scrivevo più a nessuno e spero di ricevere qualsiasi tipo di risposta con qualsiasi opinione per poter riprendere a corrispondere con qualcuno, perchè penso che si possa trovare qualcosa di costruttivo in qualsiasi pensiero, anche in quello più negativo. Sono disposto a rispondere a qualsiasi tipo di domanda, anche a quelle più personali. Adesso vi saluto e torno a fare il carcerato...
P.S. Se volete scrivermi direttamente, chiedete pure all'associazione, li ho autorizzati a fornirvi il mio recapito e se mettete il mittente, vi rispondo volentieri.
A.
_________________ Lettera inviata da un detenuto/a
|